Escape room horror: cosa manca e cosa hanno in più delle altre

27 Feb 2020

Le tipologie di escape room sono davvero tante: abbiamo quelle vecchio stile, con una serie di lucchetti da aprire, quelle con una storia dietro, quelle dove l’obiettivo è solamente di aprire l’ultima porta e quelle dove invece ci sono altri obiettivi, come trovare un tesoro nascosto. Ci sono quelle altamente tecnologiche e quelle più analogiche, quelle che si giocano tutte nella stessa stanza e quelle che si sviluppano in un percorso.

Tra le tipologie, c’è anche l’escape room horror. Questo tipo di escape room è particolare, sui generis. La differenza più grande rispetto alle altre escape room è che il gioco gira intorno alle emozioni e meno intorno agli enigmi.

Facciamo un esempio: se avete giocato a “Vendetta“, che è ispirato al film “V per Vendetta”, saprete che gli enigmi in questa stanza sono particolarmente impegnativi. Ciò significa che il tempo a vostra disposizione deve essere ben utilizzato concentrandovi sull’utilizzo degli indizi e soluzione degli enigmi. Se, in una stanza così impegnativa dal punto di vista logico, ci mettessimo anche scare jump, gente che vi corre dietro o stimoli emotivi intensi, avreste davvero pochissime possibilità di vincerla. L’unico vostro nemico è il tempo.

Nelle escape room a tema horror gli enigmi non hanno bisogno di minuti e minuti di concentrazione e tentativi: queste stanze contengono più che altro tipi di enigmi quali “prendi un oggetti, manipolalo e portalo altrove”, oppure spostarsi da una stanza all’altra, operazione di per sé semplice ma fortemente compromessa dal timore che, nel corridoio, qualcosa di “terribile” potrebbe accaderci. In definitiva, le horror sono normalmente più facili delle altre e non potrebbe essere altrimenti.

Infatti, molte sono più che altro esperienze horror che, come in un film del genere, promettono piccoli infarti, urla, apparizioni improvvise. Gli enigmi, quindi sono più che altro il mezzo con cui far progredire la storia. In un’escape room normale, invece, la storia viene costruita attorno ad alcuni enigmi pensati prima ed è sulla soluzione degli indizi il focus dell’azione.

La piccola Emily” è quella che, tra tutte le nostre stanze, più si avvicina ad un horror. In effetti è costruita come un dark thriller e gli enigmi non sono dei più semplici. Diciamo che, con il passar del tempo, è stata la piccola Emily stessa a chiederci di aumentare il fattore “spavento”. E così questa stanza può essere considerata come un soft horror, se volete giocare una escape room per coraggiosi ma senza essere spaventati a morte.
Forse.

Articolo di Benino Argentieri

MAGIC ESCAPE 1 - annibaliano

Via Bolzano 40, Metro B1 Santa Agnese/Annibaliano,
Telefono: 370.11.41.293 - 348.92.66.475

MAGIC ESCAPE 2 - san giovanni

Via Veio 35/C, Metro A San Giovanni
Telefono: 370.11.41.293 - 348.92.66.475

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